Nell’alchimia
Albedo, l’imbiancamento. Dopo il nero viene il lavaggio, l’ablutio: la materia decomposta viene purificata finché diventa bianca. È la fase della luna e dell’argento, dell’alba che non è ancora giorno: la luce c’è, riflessa, e per la prima volta si vede la forma di quello che si sta facendo. Gli alchimisti la chiamavano anche “piccola opera”, perché già qui esiste qualcosa di prezioso.
Nel nostro lavoro
È il momento in cui il problema nudo di Nigredo prende una forma che si può guardare. Struttura, interfaccia, parole, marchio. Si decide come si chiama una cosa, dove sta, cosa succede quando la tocchi. Si vede tutto prima di costruire, perché cambiare un disegno costa un’ora e cambiare un sistema costa una settimana.
Cosa facciamo, concretamente
Disegniamo le pagine e i percorsi con i contenuti veri, non con il riempitivo. Mettiamo in mano a chi userà il prodotto un prototipo da cliccare e guardiamo dove si incaglia. Costruiamo l’identità: il marchio, i colori, i caratteri, il tono con cui parla. Scriviamo i testi che contano, perché un’interfaccia è fatta soprattutto di parole.
Perché conta
La chiarezza è la cosa più difficile da aggiungere dopo. Un prodotto costruito senza Albedo funziona e non si capisce, e si corregge a colpi di tutorial, finestre di aiuto e telefonate all’assistenza. Qui invece la chiarezza si decide a tavolino, quando è ancora gratis. E l’identità fa il resto: è la differenza tra “un sito” e “il vostro sito”.
Poi
Con la forma chiara davanti agli occhi, si costruisce: Citrinitas.
